Dott. ISIDORO LORENZO GANGAROSSA
medicina e chirurgia estetica
TERAPIA FOTODINAMICA CUTANEA
Si tratta di una recennte e innovativa metodica non chirurgica con la quale è possibile trattare lesioni precancerose (cheratosi attiniche)
e lesioni tumorali (epiteliomi) della pelle: tutto ciò con eccellenti risultati sia per quanto attiene la radicalità dell'intervento, sia per quanto attiene i risultati estetici, non residuando con tale terapia alcun esito cicatriziale.
E' evidente quindi che la terapia fotodinamica trova le sue migliori indicazioni nel trattamento di tutte le lesioni, più o meno estese,
localizzate in zone esteticamente importanti, e in tutti quei pazienti che, per la coesistenza di altre patologie (es. diabete, cardiopatie, patologie
che comportino l'assunzione di farmaci anticoagulanti), possono porre una qualche difficoltà in caso
di approccio chirurgico.
La terapia fotodinamica trova altresì applicazione nel trattamento dell'acne, nel trattamento di alcuni segni dell'invecchiamento
cuteneo e nel trattamento dell'ipertricosi anche in presenza di peli bianchi.
La terapia fotodinamica si basa su una reazione fotodinamica che si realizza con
l'uso congiunto di una sostanza fotosensibilizzante applicata per via topica e di una sorgente luminosa in grado
di indurre una selettiva distruzione delle cellule pretumorali e/o tumorali:
in pratica la sostanza forosensibilizzante applicata sulla cute è in grado di penetrare specificamente
e selettivamente nelle cellule patologiche e non in quelle sane per cui la successiva esposizione alla
sorgente luminosa fa sì che solo all'interno delle cellule danneggiate in senso neoplastico possa svilupparsi
una reazione fotodinamica che porta alla distruzione delle stesse.
Come sostanza fotosensibilizzante si usa l'acido aminolevulinico (5-ALA) oppure il suo metilestere
(acido metilaminolevulinico, MAL) che in realtà sono i precusori delle sostanza fotosensibilizzante
che è rappresentata dalla Protoporfirina IX che è un elemento della catena di sintesi dell'emoglobina e
che viene sintetizzata nelle nostre cellule a partire dall'acido aminolevulinico prodotto
e messo in circolo dal fegato.
In pratica, l'applicazione sulla cute dell'acido aminolevulinico e del suo metilestere permette di
far superare alle cellule tumorali, e solo a loro, il normale assorbimento cellulare del precursore
e di fare aumentare la sintesi di protoporfirina all'interno delle cellule medesime per cui la successiva
esposizione ad una sorgente luminosa innesca la reazione fotodinamica.
La sostanza fotosensibilizzante viene applicata sulla lesione da trattare con una medicazione occlusiva,
in modo da facilitarne l'assorbimento, e lasciata in posa per un tempo variabile da 1 a 3-4 ore,
trascorse le quali si espone la zona alla sorgente luminosa in modo da innescare la reazione fotodinamica.
Nei giorni successivi la zona trattata può presentarsi eritemato-edematoso con possibile comparsa di
vescicole, erosioni e piccole necrosi superficiali che non compromettono la guarigione completa che
comunque si realizza nel giro di 5-10 giorni.
In genere per le lesioni superficiali, come le cheratosi attiniche, è sufficiente un solo trattamento
mentre per le lesioni più spesse è oppurtuno programmare comunque almeno due trattamenti, tenedo presente
comunque che la terapia fotodinamica ha il grosso vantaggio di poter essere ripetuta senza limiti in
quanto essa non provoca alcun danno ai tessuti sani circostani.
Dott. Isidoro Lorenzo Gangarossa P.I.:04137020154 C.F.:GNGSRL51A05L331Z
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